Saverio Deodato
Roma… A.D. 1972, il giorno 8 del mese di maggio…nasco io, un lunedì, credo, alle dieci e mezza di sera, credo, in effetti ero presente, ma non ricordo! Timido, dolce romantico, impacciato, taciturno…(l’opposto di adesso!)…il mondo mi girava attorno ed io stavo lì, semplicemente ad osservarlo…finché un giorno la stessa osservazione (attività spesso sottovalutata) mi è tornata utile nella scelta della mia strada. Devo dire, che il mio sogno è sempre stato quello di fare l’attore, ma, in una famiglia di artisti come la mia (Silvia Dionisio e Ruggero Deodato mi hanno messo su questa Terra), non so perché, a me era stato vietato! I miei mi portavano spesso sul set, ma a me sentenziavano con parole altisonanti, che rimbombavano nelle mie orecchie: “Tu non puoi farlo!!!”, ed io, ingenuo, ribattevo: “Ma come! Voi sì ed io no?” e mia madre incalzava, solenne: “Prima ti laurei, poi…farai quello che ti pare!!!”, sperando entrambi, a dirla tutta, che io cambiassi idea; ma io, con un’abile manovra diversiva, quando mi mancava solo la
tesi di laurea, sono andato un anno a Londra a studiare recitazione, poi sono tornato a Roma per portare a termine (da buon Toro) ciò che avevo iniziato…e il fatidico 25 febbraio del 1999 mi laureo in Giurisprudenza.
Finalmente mi risuonano nella mente le parole di mia madre, perché per due anni lavoro veramente poco e comincio a capire l’importanza del leggendario POSTO FISSO! E allora faccio il commesso in un negozio, divertendomi da matti (oltre a lavorare come un pazzo) perché, ballavo il Tango argentino con le clienti e conoscevo le persone più buffe che abbia mai incontrato, delle vere e proprie caricature viventi. Un bel giorno, però, smetto e decido di immergermi totalmente nel mio lavoro, la recitazione (e la scrittura). Ancora oggi è difficile e si fa, ogni volta, un passo avanti e due indietro, ma sono sereno, perché faccio quello che amo e in più, 7 anni fa, ho anche iniziato ad insegnare e ho scoperto che…insegnando, si impara!
Ogni tanto, capita che una persona mi chieda: “Che lavoro fai?” ed io: “L’attore” e lei: “Ah, no, no…io invece lavoro!”, oppure qualche altro che mi domandi: “Qual’è il tuo lavoro?” ed io: “L’attore” e lui: “E poi?” ed io: “E poi che…l’attore!”. Ormai ci sono abituato!
Presa coscienza di ciò che voglio, ora ho una gran voglia di crescere come professionista, e come uomo (due cammini che secondo me in questo “lavoro” vanno di pari passo)…e dare voce a chi non ce l’ha!